Archivio di giugno 2010

Riportiamo di seguito il testo integrale dell’articolo di Mauro Baricca che troverete sul suo blog all’indirizzo http://www.maurobaricca.typepad.com/

IL SINDACATO, OGGI, HA ANCORA SENSO?

E con questo post mi gioco i miei quattro lettori e mi attirerò sputi e insulti, però la domanda ha senso, il sindacato, oggi, ha ancora senso?

Premetto che agli inizi della mia carriera professionale quando facevo l’operaio alla Michelin di Torino ero estremamente sindacalizzato, credevo molto in quel tipo di lotta, scendevo in piazza, partecipavo ai cortei, ero un vero proletario da combattimento.

Erano i tempi post industriali, i tempi in cui il mondo si divideva in due categorie: la borghesia e il proletariato. Noi proletari prestavamo mano d’opera ai pochi “padroni” che ci controllavano perchè possedevano il capitale, le fabbriche e i mezzi produttivi, non era un mondo più duro di adesso, era un mondo diverso.

Oggi non è più così, nell’era del capitale intangibile i lavoratori sono una risorsa per l’azienda e chi non l’ha ancora capito ha già chiuso o sta per farlo.

Questo post nasce da un commento che ho pubblicato su facebook ripreso da un’amica virtuale in merito a questo articolo di dissenso nei confronti del comportamento del sindacato relativo ai lavoratori della Sigma di Vigevano che sono andati contro al volere del sindacato, un pò quello che sta succedendo a Pomigliano.

Questo post ha generato una telefonata da parte di un Sindacalista della Uil, che non conosco personalmente,che lo ha letto su facebook e tramite un amica comune mi ha chiamato, abbiamo fatto una bella chiacchierata e abbiamo convenuto su diverse cose prima fra tutte quella che è necessario cambiare atteggiamento e creare una nuova cultura, sia nei confronti delle imprese che dei lavoratori. 

Prima di insultare finisci di leggere. E’ vero le grandi fabbriche hanno fatto la loro fortuna sulla nostra sfiga e hanno rubato e abusato degli aiuti di Stato e quindi sono dei bastardissimi a cui non frega nulla di noi. E’ vero. Però, rappresentano meno del 3% dei datori di lavoro Italiani, più del 97% dei datori di lavoro Italiani sono piccole aziende come la mia e come la tua che hanno a cuore il posto di lavoro dei collaboratori come prima cosa, imprenditori e imprenditrici che fanno sacrifici enormi per andare avanti e lavorano insieme ai loro collaboratori, non contro. Sono aziende in cui i lavoratori e gli imprenditori lavorano gomito a gomito, fianco a fianco per il bene comune di tutti e due.

E’ vero la Fiat non è nostra amica, però è anche vero che per la prima volta nasce l’opportunità di portare una produzione dalla Polonia all’Italia invertendo una tendenza che ci aveva privato dei principali siti produttivi, non perchè vogliono paragonarci al terzo mondo ma perchè siamo tutti sullo stesso mercato e dobbiamo giocarcela, che ci piaccia o no.

Questo post nasce anche da alcune considerazioni a ruota libera su alcuni episodi che ho vissuto in prima persona e che ogni volta che ci penso mi fanno venire un attacco di bile catarrosa.

Primo episodio: tre anni fa, nell’ambito del mio lavoro di temporary manager, ero Direttore di stabilimento di un’azienda tessile, avevamo un operaio che era un tossico, ladro, assenteista, non sto scherzando; si prendeva gioco di noi insultando e creando un clima insopportabile in azienda, con un pretesto, è vero, con un pretesto, lo abbiamo licenziato, non ne potevamo più di subire una situazione insostenibile. Ci siamo trovati in un tunnel di schiaffi incredibile con una vertenza da fare paura. Il giorno del confronto con il sindacalista, non vi dico la sigla, lui mi dice: ” Non c’è problema tanto questo te lo riassumi, anche se lo so che è un disgraziato, lo riassumi perchè hai osato licenziarlo, dovevi fare un accordo con me con pochi soldi te la saresti cavata, avendo fatto in questo modo te lo riassumi” non vi dico le urla che per fortuna sono state sentite da alcune dipendenti dell’azienda che, entrando in ufficio, hanno messo sul piatto il colpo di scena, oltre che tutte le belle cose che vi ho raccontato prima, il ragazzo era anche un molestatore sessuale e quasi tutte le dipendenti erano state molestate. Le nostre dipendenti, tutte iscritte a quel sindacato, si sono unite hanno sbranato letteralmente il sindacalista e ci hanno dato una mano a buttare fuori il degenerato, ce l’abbiamo fatta … pagando beninteso! Il sindacalista ha masticato amaro, molto amaro e io ho goduto come un KKKaimano. Lui lo sapeva che il suo tesserato era un delinquente degenerato ma forte della sua posizione mi teneva in pugno…laido come lui.

Altro episodio: assisto ad un colloquio di lavoro che Simona fa nel suo ufficio per un posto, se non ricordo male, di magazziniere; assunzione a tempo determinato per poi passare a tempo indeterminato. Il candidato viene al colloquio e a un certo punto dice:” Quant’è la paga?” Simona lo informa in merito alla cifra e il grandissimo stronzo ribatte:” Ahò io sono in mobilità ancora un anno, per quei quattro soldi io me ne sto a casa, chi me lo fa fare di andare a lavorare”  … e noi paghiamoooo!

Altro episodio: altro colloquio altro candidato che rifiuta il posto di lavoro perchè tra i soldi della cassa integrazione e quelli del lavoro in nero che fa come elettricista quadagna come un Quadro … e noi paghiamoooo!

VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA episodi come questi sono all’ordine del giorno, dappertutto … come mai non ci indigniamo e non li mettiamo in piazza cari miei sindacalisti che adesso giocate con la pelle dei vostri iscritti, perchè non si prendono provvedimenti verso questi infami?

Lo so, mi sono sfogato e non va bene però ora ho una proposta costruttiva: il mondo è cambiato, non ci sono più solo i padroni e i lavoratori, c’è una figura intermedia, come scrive Seth Godin,  la figura chiave, un lavoratore che porta valore aggiunto, che diventa indispensabile non tanto per il lavoro che fa ma per l’atteggiamento che ha, per il fatto che aiuta a creare un grande clima, il lavoratore che considera l’azienda in cui lavora la sua azienda, perchè in effetti lo è, questo lavoratore sarà sempre più ricercato e in caso di crisi, difficilmente sarà messo in discussione, sicuramente avrà delle opportunità importanti; ah, già, la proposta: io credo che si possa creare il cambiamento se si parte da una cultura di base della cui diffusione dobbiamo prenderci cura noi imprenditori, i lavoratori e il sindacato, se vuole avere ancora un ruolo vero, fattivo e utile com’era in passato nell’era post industriale e non anacronistico e inutile che ha oggi. Perchè non pensiamo a dei percorsi formativi, per i giovani, per i cassa integrati, per le persone in mobilità per insegnare loro cosa significa diventare una figura chiave? La formazione in questo senso è fondamentale, dove viene fatta assistiamo a metamorfosi incredibili, aziende che crescono insieme ai propri collaboratori e dove lavorare diventa più leggero.

Io mi impegno ad erogare formazione gratuita su questo progetto se verrà fatto nelle sedi dei sindacati rivolto ai loro iscritti e non, non è una provocazione ma un progetto importante, l’idea è venuta a Simona della Work In Progress di Pistoia, non lo abbiamo ancora realizzato in azienda da noi perchè c’è una burocrazia pazzesca, sembra impossibile poter dare una mano in questo senso e quindi, Sindacalista che mi stai leggendo, che ne dici di fare un incontro e di realizzare insieme qualcosa di concreto per i nostri lavoratori?

Il mantra di questo post è: uniamoleforzecreiamoilcambiamento